“IL PERCORSO DI MICHELE DE PALMA” a cura di Lino Angiuli

 

depalma

 

IL PERCORSO DI MICHELE DE PALMA

Curatore: Lino Angiuli

Prezzo: Euro 10

Pagine: 48

 

 

 

Un percorso rigoroso e coerente, certificato con autorevoli e numerose attestazioni critiche (Apa, Argan, Chieppa, D’Elia, Sperken, Fizzarotti, Gelao, Lorenzetti, Marino, Nigro, Orienti, Toniato, Venturoli, Vergine, Vitiello…).

Cercare di conoscere da vicino un artista è come sollevare il coperchio del vaso di Pandora e immergersi in quel vapore denso, fatto di pensieri, riflessioni, sentimenti, che da esso promana. Tanto più questo è vero quando si cerchi di accostarsi a Michele Depalma e, forzando i freni imposti dalla sua incoercibile timidezza e discrezione, si abbia la possibilità di conoscere le sue sottili qualità umane e spirituali, la sua incredibile sensibilità, la sua profondità di pensiero, la sua inesausta riflessione sulla sua arte e sulle motivazioni che ne sono all’origine: tutto ciò, insomma, che costituisce il fondamento del suo fare artistico.

Clara Gelao

La scomposizione degli spazi e l’inquietudine figurale erano maturate in vibrazione di colori illimpiditi per segmenti, tocchi, tratti e tagli di secca eleganza matissiana, musicale. Tanto da portare paesaggi e oggetti verso un iconismo segnaletico spinto sin sulle soglie di una astrazione “mediterranea” – passaggio favorito dalla immersione nella luce marina di Monopoli. Così Depalma ha interpretato e innovato quella “rivoluzione del colore” che Vincenzo Ciardo aveva riconosciuto come decisiva per il Mezzogiorno, negli anni Cinquanta.

Pietro Marino

Probabilmente Depalma cercava una pittura che coniugasse l’esperienza giovanile del futurismo con le moderne espressioni dall’Europa e dall’America, lo spazialismo di Mondrian e di Magnelli e persino la frammentazione della luce e della geometria in microrganismi liberati dallo spazio, geroglifici, triangoli, cubi, cerchi, ideogrammi, come nella pittura di Klee e Mirò […] con una diversificata posizione di fronte alla luce […]. Una luce che divide lo spazio infinito in geometrie limitate, geometrie sonore, accarezzate da una musica tesa e che tende al sublime. Una geometria metafisica.

Raffaele Nigro