“LA PANCHINA DEI SOPRANNOMI” di Lino Angiuli

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LA PANCHINA DEI SOPRANNOMI

Autore: Lino Angiuli

Illustrazioni: Vito Matera

Prezzo: Euro 12

Pagine: 112

 

 

Racconti da panchina che si spiegano da soli, tra confessioni e dialoghi, chiacchiere e chiacchiericcio, devozioni e litanie, “santi” e “madonne” e “gesucristi” tra similboccaccio e paravangelo, in maglie di parole, in fiati di sospiri, in schiene rotte dal tribolo quotidiano o coloriti raggiri da amaro far niente. Che Angiuli trae dai siti del suo Sud magnifico e magnanimo: da tipi e situazioni; colori, odori e umori: un immaginario figliato, coerentemente, dalla poetica “post-rurale” che Angiuli persegue da decenni insieme con compagni di viaggio che ne condividono la progettualità culturale, ancor prima che letteraria. Uno di questi, legati da un solido e solidale sodalizio, è Vito Matera, l’autore dei disegni che raccontano i racconti a modo loro, ovvero con un tratto trasognato e fantastico e qualche nuance ludica, che contribuisce a rendere originale questo libro, rafforzandone la calda cifra antropologica.


 

Lino Angiuli è nato e vive in Terra di Bari. Conosciuto soprattutto come poeta, ha all’attivo diverse raccolte di poesia, per le quali ha ricevuto diversi riconoscimenti e traduzioni. Collaboratore dei servizi culturali della RAI, di periodici e quotidiani, ha fondato e diretto alcune riviste letterarie, tra cui, attualmente, il semestrale “incroci”. Una valutazione critica della sua attività letteraria si trova nel volume monografico curato da Daniele Maria Pegorari Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli (Lecce 2006), nonché in alcune Storie della letteratura italiana. Questa è la sua prima raccolta di racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati, tra l’altro, sul sito web di Drammaturgia e segnalati in concorsi letterari.

Vito Matera è nato a Gravina in Puglia e vive a Bari. Dopo la laurea in Filosofia, nel 1983 aderisce al gruppo barese di “Fragile” con Angiuli, Dell’Aquila, Nigro, Riviello. La sua attenzione si rivolge al recupero dei miti e al fantastico popolare. Collabora con «La Gazzetta Del Mezzogiorno» e con riviste di letteratura militante. Per dipingere ha bisogno della luce di Bari e delle armonie forlivesi.