“MEDITERRANEO DAL MITO AL SACRO” di Anna Maria Di Terlizzi

 

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MEDITERRANEO DAL MITO AL SACRO

Autrice: Anna Maria Di Terlizzi

Presentazione a cura di: Clara Gelao e Vincenzo Spera

Prezzo: Euro 10

Pagine: 48

 

 

Suggestioni provenienti dal fecondo suolo pugliese si intersecano con respiri mediterranei, aneliti africani e memorie orientali, trasformandosi magicamente in oggetti tridimensionali.

Vite di Santi, fatti, leggende, credenze e devozioni, che affiorano alla memoria dinanzi alla straordinaria galleria di stele di soggetto sacro realizzate da Anna Maria Di Terlizzi; stele dinanzi alle quali, più che ricercare puntigliosamente precisi riferimenti critici (che pur ci sono, e numerosi), sembra più opportuno lasciarsi trasportare dall’emozione, cedendo all’attrazione quasi ipnotica che esse esercitano sul riguardante.

Clara Gelao

Nelle opere di Anna Maria Di Terlizzi sembra che il mito fondativo delle cose continui ad essere parte organica del resto del mondo; che continui a vivere indistinto dal mito della nascita delle anime, come ad affermare che le vichiane età del senso e l’età degli eroi non si siano mai del tutto concluse, che non siano addirittura superabili.

Vincenzo M. Spera

L’arte di Anna Maria Di Terlizzi è intrisa di cultura millenaria. Suggestioni provenienti dal fecondo suolo pugliese si intersecano con respiri mediterranei, aneliti africani e memorie orientali, trasformandosi magicamente in oggetti tridimensionali. Le sue opere raccontano la vita e la storia dell’uomo; le curve morbide e ammiccanti delle donne; la Preistoria, il Medioevo e la contemporaneità, attraverso bronzi, resine, collage, metalli preziosi e pietre dure. L’artista, già docente di discipline plastiche presso l’Istituto Statale d’Arte di Bari, vive e lavora a Bari. Alcune sue sculture in bronzo si possono ammirare a Bari nella Basilica di San Nicola, nelle chiese di Sant’Enrico, Santa Croce, San Rocco, nella Cattedrale di Grumo e, a Roma, nel Monastero di San Sisto. Per istituzioni pubbliche ha realizzato il busto di Giuseppe Di Vittorio, esposto a Gravina, quello del maestro Capaldi, fondatore del Conservatorio di musica di Bari, e bassorilievi per la Baia San Giorgio e il Porto di Bari.