“Nel nome di Teresa di Gesù tra Ávila e Bari” a cura di Michele Bellino

 

NEL NOME DI TERESA DI GESÙ TRA ÁVILA E BARI.

Un dardo d’amore nella Transverberazione del Museo Diocesano di Bari

Curatore: Michele Bellino

Pagine: 152 • Prezzo: Euro 12

 

 

 

Il libro
Il presente contributo di studio e di ricerca realizza la declinazione delle seguenti voci: restauro, arte, storia e letteratura cristiana. Tutte ricondotte da un unico percorso “Nel nome di Teresa di Gesù tra Ávila e Bari”. La presenza di alcuni dipinti teresiani nel Museo Diocesano di Bari è l’inizio di un viaggio nell’arte del restauro, nell’iconografia sacra, nella storia di una comunità religiosa, nell’espandersi di un modo rinnovato dell’ordine carmelitano. Bari e Ávila si incontrano idealmente attraverso l’esemplarità di due testimoni: Teresa d’Ávila e Giovanni della Croce. Sono narrate le loro vicende, passo dopo passo, a partire dalle immagini pittoriche baresi – Transverberazione di Santa Teresa e San Giovanni della Croce in dialogo con Cristo – e i loro scritti sono materia dei dialoghi con l’immaginario visitatore e lettore di oggi. In questo racconto che attraversa lo scorrere del tempo, le comunità carmelitane scalze di Bari diventano protagoniste. Suor Elia di San Clemente – oggi Beata – e suor Teresa di Gesù Gimma ci riportano a vicende personali e storiche di Bari. Il testo si presenta così via di riscoperta delle proprie radici e dei valori cristiani.

Teresa de Ahumada y Cepeda nasce il 28 marzo 1515 ad Ávila. Il giorno di Tutti i Santi nel 1535 abbandona segretamente la casa paterna per entrare nel monastero dell’Incarnazione. La conversione di Teresa comincia con un’esperienza nella Quaresima del 1554, l’incontro con un’immagine del Cristo sofferente. Da quel momento tutta la sua vita è mossa da uno spirito di riforma. Lo scopo delle sue fondazioni sarà di restaurare una vita di preghiera in solitudine.
Muore il 15 ottobre del 1582.

Il Carmelo a Bari nasce nel 1674, con la costituzione di una comunità nella Città vecchia, nella chiesa di Santa Teresa al Porto (detta delle Donne). Le vicissitudini, a seguito della legge sullo scioglimento degli ordini ecclesiastici del 1867, porteranno all’espulsione delle religiose e al sorgere di una prima comunità intitolata a San Giuseppe (1889) e di una seconda intitolata a Santa Teresa Nuova (1920). Due le testimoni, prese in esame nella narrazione: Teodora Fracasso e Teresa Gimma.

Suor Elia di San Clemente, al secolo Teodora Fracasso, nasce a Bari il 17 gennaio del 1901. La sua giovane vita si snoda tra gli affetti familiari, l’educazione religiosa nella parrocchia di San Francesco da Paola e la scelta di entrare in clausura nel 1920. In solo sette anni nel monastero di San Giuseppe, arricchisce la sua persona di virtù e carità a imitazione della giovane santa carmelitana di Lisieux. Muore il 25 dicembre 1927.

Suor Teresa di Gesù, al secolo Teresa Gimma, nasce a Bari il 10 marzo del 1880. La posizione agiata della sua famiglia non la distoglie dalla scelta della clausura. Entra in monastero nel 1898. L’obbedienza al vescovo la porterà ad essere fondatrice di una nuova comunità carmelitana in Bari, Santa Teresa Nuova. Il ruolo di priora travalicherà le mura monastiche, diventando madre dei più bisognosi. Muore il 1o dicembre 1948.